Colloqui di pace per l’Ucraina, ma c’è chi dice “no”


Pin It
image_pdfimage_print

Ucraina: Chi sta bloccando con ogni mezzo i colloqui di pace? E cosa c’entrano dedollarizzazione e multipolarità?

Ucraina: colloqui di pace e crollo dell'economia occidentale - immagine decorativa

I colloqui di pace per l’Ucraina intralciati sopratutto da USA e Regno Unito. Le contromosse russe rendono le sanzioni dannose per chi le applica. Il rischio concreto di crollo dell’economia occidentale  rende necessario che la guerra continui fino all’ultimo europeo. L’attacco a Belgorod.

Abbiamo visto nel precedente articolo “La guerra in Ucraina perseguita con ostinazione” che questa guerra in Ucraina è stata voluta. Perseguita con ostinazione.

Per i neocon Usa, Russia e Cina devono sparire o allinearsi agli interessi americani. Questo l’obiettivo del PNAC.

Tutti sapevano che includere l’Ucraina nella sfera NATO e, quindi, mettere basi NATO praticamente nella Piazza Rossa avrebbe indotto la Russia a dare di matto e ciononostante, nel 2014, si realizzò uno dei “regime change” tanto cari agli USA.

Victoria Nuland e Pyatt

Qui la telefonata fra Victoria Nuland e l’Ambasciatore USA in Ucraina Pyatt (quella del famoso “Fuck EU”) con cui si individuavano i soggetti che avrebbero costituito il Governo ucraino

Lady Ashton e Paet

A seguire la telefonata fra la “Lady PESC” Catherine Ashton (la Ministra degli Esteri europea) e l’omologo della Repubblica dell’Estonia, Urmas Paet. Questa telefonata è particolarmente importante.

Paet dice che ci sarebbero prove secondo cui i cecchini che spararono alla folla sparavano pure alle Forze dell’Ordine, col chiaro intento di aizzare le violenze. Notevole la risposta della Ashton: “Ah, quello. Sì”

Matrix

E ancora, un servizio estratto dalla puntata di Matrix del 15 Novembre 2017 con l’intervista a tre dei cecchini che “operarono” in quella piazza.

Organizzati in Georgia (Paese filo-NATO e facente parte dell’Unione Europea già all’epoca dei fatti di Maidan), prendevano ordini da ufficiali americani.

Oleksiy Arestovych

E infine una intervista risalente al 2019 a Oleksiy Arestovych. Anche lui attore, oggi è uno dei consiglieri privilegiati di Zelensky, anzi è  “L’uomo che sussurra a Zelensky“.

Anche lui georgiano, come i cecchini che hanno operato a Maidan. In questa intervista, Arestovich “profetizza” una guerra con la Russia quale scotto da pagare per l’adesione alla NATO.

Con una precisione millimentrica, “previde” che la guerra si sarebbe verificata fra il 2020 e il 2022. Una guerra assolutamente distruttiva per l’Ucraina e assolutamente inevitabile per entrare nella NATO, a meno di un “regime change” in Russia.

Quindi è evidente che questa guerra fosse preordinata.

Nel ribadire che l’intervista è del 2019, quindi poco prima dell’elezione di Zelensky alla Presidenza dell’Ucraina, eccola in video (sottotitoli in italiano tradotti automaticamente dall’inglese)

I conti senza l’oste

Siccome non credo né alle coincidenze né tanto meno ai veggenti, è evidente che questa guerra è stata a lungo perseguita, perfino pianificata.

E tutto stava andando come previsto. L’occidente fornisce le armi all’Ucraina e applica alla Russia sanzioni come non si erano mai viste aspettandosi quel default che avrebbe consentito il “regime change”.

Il Governo italiano

Che quello fosse l’effetto previsto lo si può rilevare dalle dichiarazioni del Ministro Di Maio.

Infatti, da perfetto incompetente quale è, non ha la minima idea della realtà. Vive, come Draghi, del resto, con l’unico scopo di eseguire gli ordini che provendono da oltreoceano.

Quando ormai da tempo sui social era noto che le sanzioni non stessero funzionando e che, anzi, si fossero trasformate in potentissimo boomerang, lui ancora rilasciava dichiarazioni.

Eccone una del 1 marzo 2022. Oltre alla certezza del collasso dell’economia russa, c’è un dettaglio importante: «Se noi […] facciamo quel che ci viene chiesto di fare …».

Quindi non si agisce a seguito di una analisi, della verifica dei costi/benefici per il Paese Italia che, pure, dovrebbe rappresentare?

Intraprendono le azioni perché viene chiesto di intraprenderle? Chi lo chiede è facile da indovinare: Gli USA di Biden.

Ancora il 5 marzo: 

I conti non tornano

Però qualcosa è andato storto.

Dopo i primi giorni di incertezza, il rublo si apprezza e torna ai livelli pre-bellici, le sanzioni non funzionano e in Russia non sentono gli effetti della guerra.

In compenso le sanzioni stanno facendo molto male a noi.

Questo, ad esempio, è l’andamento del dollaro rispetto al rublo

mentre in Italia l’inflazione è già arrivata a livelli mai raggiunti dal 1991: 6,7%

Sul terreno, la Russia sta portando a compimento i suoi obiettivi e Zelensky pare perfino tentato dai colloqui di pace.

Non si può tornare indietro

L’obiettivo USA e del Regno Unito è stato anticipato dal solito Di Maio il 16 marzo scorso: Guerra a oltranza. Zelensky resista.

Di Maio: Niente colloqui di pace per l'Ucraina. Zelensky non ceda

Biden ha reso noto la vera posizione degli USA con quello che viene definito un lapsus, al meeting NATO a Bruxelles, ma che in tanti ritengono sia il vero obiettivo: il cambio di regime in Russia. Tra l’altro è proprio la “soluzione alternativa” espressa da Oleksiy Arestovych nell’intervista del 2019 sopra riportata.

Anche dal Regno Unito si registrano le stesse posizioni

Già, ormai non si può tornare indietro perché è in gioco il sistema economico occidentale.

Nell’articolo «Guerra in Ucraina: davvero l’esito è scontato?» abbiamo visto che l’occidente ha peccato della sua solita spocchia e presunzione di essere “il Mondo”. C’è il serio rischio che le valute occidentali cessino di essere considerate valute affidabili, di “riserva”.

In realtà il mondo è lì fuori. In rosso i Paesi che hanno imposto sanzioni alla Russia

USA e Unione Europea stanno cercando di imporre, anche con le minacce di sanzioni, ad altri Paesi come India e Cina di sanzionare la Russia.

Senza risultato, ovviamente. Il concetto base è ben sintetizzato da una nota presentatrice della TV cinese, Liu Xinin.

Liu Xinin riassume le richieste USA con «Puoi aiutarmi a combattere il tuo amico così dopo posso concentrarmi a combattere te?».

La mossa di Putin

La Russia, quindi, non solo ha un mercato alternativo cui rivolgersi che rende completamente inutili e controproducenti le sanzioni, ma ha lo spazio per contrattaccare.

La mossa del pagamento del gas in Rubli, infatti è molto più devastante per le economie occidentali di quanto si possa immaginare.

Tutto parte dalla diversa natura delle monete e delle diverse politiche monetarie adottate dalle Banche centrali Russa e Cinese.

Per comprendere il meccanismo, preferisco rinviare a questo eccellente articolo di “Teleborsa.it”: «Rublo, Commodity based Currency: Se tornasse l’ancoraggio della moneta alla economia reale»

Vendere il gas in rubli

Chiarito il meccanismo e le differenze in termini di politica monetaria, trascrivo qui gli effetti della vendita del gas in rubli:

l primo problema, infatti, è quello di procurarsi i rubli sul mercato. Siccome non ce ne sono a sufficienza rispetto a questa nuova consistente richiesta, e poiché non ci sono rapporti di swap in valuta tra la Banca centrale russa e le corrispondenti per cui la prima fornisce rubli in cambio di euro o di dollari, e visto che la Banca centrale russa è stata anche esclusa dai lavori della Banca dei Regolamenti Internazionali, quella che è soprannominata la Banca centrale delle Banche centrali, bisogna chiedere i rubli ad una banca russa che ne abbia la diponibilità o che per acquisirla ne faccia richiesta alla Banca centrale russa (Gazprombank, n.d.r.).

In entrambi i casi, non si tratta di una vendita di rubli a fronte della cessione di valuta straniera al tasso di cambio del giorno, ma di un prestito di valuta, a fronte di adeguati collaterali messi a garanzia, euro o dollari, che è soggetto al pagamento dei tassi di interesse previsti per queste operazioni, che sono stati alzati dal 9,5% al 20%.

Se si agisse diversamente, vendendo nuovi rubli a fronte di ogni richiesta ed acquistando euro o dollari in cambio, non si farebbe altro che creare altrettanta moneta virtuale. Il fatto invece di dover prendere i rubli solo a prestito crea l’obbligo di rimborsarli, e questo si può fare solo esportando beni e servizi alla Russia ed ottenendo rubli in cambio. Sono i rubli presi a prestito e che si devono restituire.

Da una moneta sempre più virtuale, legata alla finanza, come sono diventati progressivamente i dollari, gli euro o gli yen, si tornerebbe ad una moneta legata alla economia reale, al rublo, che serve innanzitutto agli scambi.

L’aggancio del rublo all’oro (un grammo di oro vale 5.000 rubli) fa il resto.

Gli effetti finali li spiega Zerohedge in Escobar: Meet The New, Resource-Based Global Reserve Currency.

Si sta formando una nuova realtà. Il mondo unipolare sta diventando roba del passato e se ne sta formando uno multipolare. Questo implica il totale crollo delle economie occidentali.

Colloqui di pace? Non scherziamo!

Svanita la possibilità di “distruggere” la Russia mediante sanzioni economiche, non resta che boicottare i colloqui di pace e sperare nel crollo militare.

Ecco perché USA e Regno Unito, con al seguito l’Italia quale cagnolino scodinzolante, stanno facendo di tutto per affossarli.

Nella notte fra il 31 marzo e il 1 Aprile elicotteri di fabbricazione russa e in dotazione a entrambi gli eserciti (russo e ucraino) hanno compiuto un blitz a Belgorod, città russa.

Hanno attaccato un grande deposito di carburante, facendo saltare alcuni serbatoi.

Non è nota la matrice dell’attacco, ma è lecito un sospetto: E se si trattasse di azioni per impedire che i colloqui di pace giungano a soluzione?

D’altronde, che diceva Arestovich nella sua intervista? Se non funziona il cambio di Regime in Russia occorre che l’Ucraina venga distrutta.

L’ipotesi che possa trattarsi di un attacco “da parte ucraina, ma non ucraino” è stata avanzata anche da Lucio Caracciolo, Direttore di Limes

Poi trovi queste tracce

E c’è anche chi sostiene che arroccati a Mariupol ci siano anche ufficiali militari e di intelligence ango-sassoni.

Pin It

Potrebbe interessare anche