Guerra in Ucraina: davvero l’esito è scontato?


Pin It
image_pdfimage_print

Invocare la pace fomentando gli animi in guerra. In Ucraina la guerra per procura. Per adesso.

Guerra in Ucraina: bombardamento in Donbass

Foto di Vittorio Nicola Rangeloni

Strana e irrazionale la nostra posizione sulla guerra in Ucraina. Schizofrenica, a meno di  ipotizzare che si voglia davvero la 3^ guerra mondiale.

Partiamo da un principio di pura logica: Più a lungo dura la guerra in Ucraina e più è probabile che si verifichi un incidente che inneschi una guerra globale.

Se davvero si volesse la pace, occorrerebbe attivare tutti i canali diplomatici possibili per indurre i “contendenti” attorno a un tavolo e discutere.

La situazione

La posizione di alcuni Paesi occidentali (specialmente Italia, Regno Unito e USA) è costituita dal pieno e incondizionato appoggio al Governo Zelensky.

Appoggio che si manifesta con la fornitura di armi e munizioni, ma anche con posizioni che di diplomatico non hanno niente.

Pare, anzi, che questi Paesi abbiano perseguito con ostinazione l’alienazione di ogni possibilità di essere considerati negoziatori credibili.

Al grido “Putin è un pazzo criminale, un animale e con gli animali non si discute”.

Bene, ma allora cosa si intende fare?

Fornire armi all’Ucraina presenta diversi svantaggi:

  • prolungamento di una guerra il cui esito è – al momento – scontato;
  • si gettano le basi per quella che potrebbe diventare una carneficina;
  • viene dato a Putin il tempo di avanzare in territorio ucraino (e poi lo si dovrebbe convincere a ritirarsi);
  • le armi che si forniscono non si sa a chi vanno a finire. Come è già successo in ogni “guerra-proxy”, le armi finiscono in mano a estremisti che poi le usano contro di noi.

La situazione nel territorio

A meno di voler immaginare di entrare direttamente in guerra (e temo che in molti ci stiano effettivamente pensando), l’esito della guerra è comunque scontato.

Sostenere che fornendo armi agli ucraini si indebolisca Putin e lo si conduca alle trattative in posizione di debolezza è la più grande sciocchezza mai sentita.

Se queste mappe sono veritiere, l’avanzata delle truppe russe in territorio ucraino è lenta ma inesorabile.

Ciò anche perché, al contrario di quanto fatto da sempre dall’Occidente, non sta procedendo con bombardamenti a tappeto, probabilmente per limitare le vittime civili.

Inoltre dobbiamo tenere presente che l’Ucraina è il secondo Stato europeo per estensione, dopo la Russia europea.

L’Ucraina misura circa 603.500  km2, la Francia circa 544.000, la Germania 357.000 e l’Italia 301.000.

Stato delle truppe russe al 27/02/2022

Avanzamento delle truppe russe al 17/03/2022


Quindi Putin è tutt’altro che in difficoltà. Più dura la guerra e più le truppe russe avanzano e più sarà complicata la trattativa per convincerlo a ritirarsi.

Ma sopratutto al perdurare della guerra aumentano inevitabilmente i morti, anche fra i civili.

Le sanzioni

Anche chi sogna che le sanzioni stiano avendo chissà quale effetto sono destinati a un amaro risveglio.

Occorre ricordare che, nonostante il nostro convincimento di essere l’ombelico del mondo, questo non si ferma all’Occidente.

Già nel periodo del colpo di Stato del 2014 si era creata una alleanza economica fra Paesi produttori: Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa (BRICS).

Questa “alleanza” adesso si è allargata con altri Paesi produttori.

Già solo i Paesi che alll’Assemblea ONU non hanno votato la condanna alla Russia costituiscono circa il 55% della popolazione mondiale, ma altri Paesi (che pure l’hanno votata) si rifiutano di imporre sanzioni di alcun tipo. E fra questi anche Paesi NATO

La Russia sta continuando a vendere il suo gas, il suo petrolio (è la seconda produttrice) il suo grano … Perfino il rublo si è ormai stabilizzato.

È stato costituito un circuito economico alternativo rispetto a quello occidentale (SWIFT).

La Russia, insomma, sta continuando a fare la sua vita. Senza di noi che annaspiamo per il gas, per il petrolio, per la farina eccetera. Noi che, in alcuni casi, ci ritroviamo con gli scaffali dei supermercati vuoti.

Le sanzioni, in buona sostanza, si sono rivelate un sonoro boomerang. Le stiamo pagando noi.

A chi vanno le armi?

Nonostante il revisionismo operato dai nostri mass media, i battaglioni nazisti esistono. Eccome se esistono.

Questa immagine raccoglie i titoli di alcuni articoli che apparivano prima del febbraio 2022 nei giornali

Dopo il febbraio 2022 c’è solo “Gloria all’Ucraina”.

Con tentativi perfino aberranti come questo dell’Huffington Post

È come dire che anche se utilizzo metodi mafiosi non sono un mafioso.

Allora, posto che – a prescindere da cosa dicono i giornali per imbonirci – buona parte delle “forze armate” ucraine sono composte da squadroni nazisti, è ovvio che buona parte degli armamenti finiscano nelle loro mani.

Ma è quello che abbiamo fatto con i Talebani. E poi in Siria, in Libia e ovunque altro nel mondo.

Per poi ritrovarci il terrorismo in casa che usa quelle armi contro di noi.

È come fossimo preda di una “maledizione a ripetere”. Prova empirica della teoria della follia di Einstein, ripetiamo all’infinito la stessa azione sperando, ogni volta, di ottenere un risultato diverso.

Alimentiamo la guerra

Le nostre azioni, quindi, paiono essere finalizzate a prolungare la guerra, non a perseguire la pace.

Per perseguire la pace dovremmo, prima di tutto, comprendere le ragioni che hanno portato a questo momento.

Il problema è che, probabilmente, le ragioni le conosciamo bene. Le abbiamo sempre conosciute bene, ma qualcuno ha agito proprio in modo da giungere a questa guerra in Ucraina

Credo che Crozza abbia individuato il modo migliore per spiegare il concetto

Se alimentiamo la guerra non otterremo la pace

Sembra banalmente lampante, ma è evidente che non lo è.

È ovvio che non è lampante, se incitiamo la guerra in Ucraina come fa il capo della nostra Diplomazia (a proposito, se qualcuno lo legasse a una sedia in cantina per impedirgli di “esternare” farebbe opera sacrosanta)

Se Zelensky non deve fare passi indietro, su quali basi si dovrebbero avviare i negoziati di pace?

Di Maio, poi, vive in un mondo tutto suo.

Il 16 marzo, nella trasmissione di La7 “L’aria che tira”, ha dichiarato:

Ma alcune ore prima era stato lo stesso Zelensky a escludere qualsiasi trattativa

Zelensky sulla guerra in Ucraina esclude accordo

Quindi non «è la Russia che ogni volta inventa motivazioni per sottrarsi alla chiusura dell’accordo»? È che non c’è proprio base per un accordo da parte dell’Ucraina?

D’altro canto gli ucraini non sanno più come dirlo che non vogliono alcun accordo.

A Otto e mezzo la vice-premier Iryna Vereshchuk, a Piazza Pulita l’ex primo Ministro Julija Tymošenko, ma anche dalla viva voce dello stesso Zelensky al Congresso USA (con sottotitoli):

Vogliono la “No-Fly-Zone”, aerei da combattimento e batterie antiaeree. E chi se ne frega se scoppia la terza guerra mondiale!

Peraltro, in questo caso saremmo noi in Italia i primi obiettivi con le nostre installazioni USA/NATO: due basi aeree (Aviano e Sigonella), due basi con stoccaggio di ordigni atomici (Aviano e Ghedi) e il centro servizio radio (MUOS a Niscemi).

Gli atteggiamenti della politica, quindi, sembrano andare verso il prolungamento della guerra con i rischi di cui ho accennato.

L’esito della guerra in Ucraina è comunque scontato … forse

Io lo devo ammettere: ho paura. Molta paura.

La potenza degli Stati Uniti si basa sulla potenza della loro moneta, il dollaro. Possono battere moneta senza fine, possono costituire debito abnorme perché il dollaro è la “moneta di riserva” per eccellenza.

Ciò deriva dal fatto che è l’unica moneta fin’ora riconosciuta per gli scambi, in special modo del petrolio (il “petro-dollaro”).

La quantità di dollari in “riserva” presso gli Stati è enorme, anche perché serve all’acquisto delle materie prime.

Ma se il dollaro cessasse di essere l’unica moneta di scambio, gli Stati Uniti soffocherebbero nel loro debito.

Ora, le sanzioni verso la Russia hanno creato un altro boomerang: il dollaro potrebbe cessare di essere “petro-dollaro”, in concorrenza con lo yuan cinese

La guerra in Ucraina potrebbe diventare la guerra del dollaroE come l’Arabia Saudita, anche gli Emirati Arabi Uniti pare stiano accarezzando l’idea o almeno così pare emergere dall’incontro fra il Ministro degli Esteri russo Lavrov e il suo omologo Abdullah bin Zayed volato a Mosca il 17 marzo

Abbiamo discusso delle forniture energetiche globali e dei mercati dei beni essenziali, nonché dell’importanza della stabilità energetica e alimentare per l’economia globale

O l’India

Se crolla il dollaro …

La guerra in Ucraina potrebbe quindi diventare “la guerra del dollaro”.

Quei Paesi che non hanno sanzionato la Russia (oltre il 50% della popolazione mondiale) brinderebbero, ma gli Stati Uniti crollerebbero.

Se crolla il dollaro …

Il dollaro, quindi, non può crollare. A tutti i costi.

Biden avrebbe solo la possibilità di una grande guerra. Magari sperando che non si trasformi in guerra nucleare, la guerra in Ucraina sarebbe la miccia perfetta.

Gli Stati Uniti se la vedrebbero da lontano, perché si “giocherebbe” in Europa.

E il primo pedone a cadere sarebbe l’Italia

Pin It

Potrebbe interessare anche



Un commento su “Guerra in Ucraina: davvero l’esito è scontato?

  • Valerio

    Capire la smania bellicista del governo ucraino è facile: se la Russia vince, finiscono prigionieri o ammazzati o, se riescono a scappare, friggeranno hamburger a Cracovia. In caso di una guerra estesa alle potenze occidentali, la Russia potrebbe essere sconfitta e loro tornare a Kiev acclamati come padri fondatori.
    Fortunatamente anche parte dell’establishment ha capito la follia di chi ci vuole portare in guerra (perché c’è chi, con lockdown e green pass, ha preso gusto al controllo della popolazione e una guerra sarebbe perfetta per implementare ancora di più il sistema di controllo) e sta cercando di fermare questa follia.
    Il problema permane Draghi: finché resta in sella, rischiamo grosso, ma ribaltoni, purtroppo, all’orizzonte, non se ne vedono.

I commenti sono chiusi.