Genotossicità dei vaccini


Pin It
image_pdfimage_print

Sulla genotossicità dei vaccini contro il COVID-19 evidenziata dal Prof Frajese si sono scatenati gli “sbufalatori”. Ma Frajese ha ragione. Basterebbe leggere i documenti ufficiali.

genotossicità dei vaccini - immagine decorativa

Il prof Frajese ha parlato della genotossicità dei vaccini e i “fact checkers” si sono scatenati. Ma hanno letto i documenti Moderna e Pfizer?

In alcune trasmissioni TV il prof. Giovanni Frajese ha sostenuto che la possibile genotossicità dei vaccini dovrebbe sconsigliarne la somministrazione a bambini e adolescenti. I “Fact Chekers” si sono scatenati sostenendo che si tratta di disinformazione.

Eppure i documenti prodotti dalle stesse Big Pharma e pubblicati da AIFA raccontano una storia diversa.

Ricordiamoci che Frajese ha parlato di genotossicità, quindi cominciamo con la definizione di “genotossicità” fornita dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare

Capacità di una sostanza di danneggiare il DNA delle cellule.

Il danno del DNA può essere di vario tipo e gravità. Fra le varie possibilità ci sono anche il potenziale cancerogeno e mutazioni genetiche.

Pertanto, se i vaccini presentassero rischi di genotossicità occorrerebbe eseguire un attento esame del rapporto rischi/benefici, prima di somministrarli.

E questo vale ancora di più per bambini e adolescenti, in cui la fase di crescita e sviluppo – anche e sopratutto sessuale – è estremamente delicata e un possibile effetto genotossico potrebbe avere conseguenze devastanti.

Quindi prima di tutto occorre considerare che la fascia di età fino ai 19 anni ha scarsissime probabilità di sviluppare la forma grave.

La tabella che segue, pubblicata dall’Istituto Superiore per la Sanità il 28 gennaio, presenta il numero dei casi e i deceduti da inizio pandemia.

Report Istituto Superiore Sanità pubblicato il 28/01/2022

Occorre evidenziare che il numero di deceduti è inferiore a 0,1% rispetto al numero dei casi e non dell’intera popolazione di riferimento, che l’Istituto non indica.

Inoltre questo numero comprende morti per COVID e morti con COVID, perciò l’incidenza reale è davvero quasi insignificante.

Risulta evidente che anche ci fosse una remota possibilità di azione genotossica dei vaccini, il rapporto rischi/benefici sarebbe estremamente svantaggioso.

Azione genotossica dei vaccini

A questo punto non resta che capire se esiste una remota possibilità di genotossicità dei vaccini contro il COVID 19.

I “Fact Checkers”

Autorevoli “fact checkers” sostengono che il Prof. Giovanni Frajese sostanzialmente dica fregnacce.

Per esempio è il caso di Open (quelli che poi stabiliiscono cosa possa essere pubblicato su Facebook e cosa no)

Nientedimeno!?! Nessuno studio lo conferma?

Segnamocelo e fra poco vedremo.

Oppure “Biologi per la Scienza” .

Categorici nell’affermare che il vaccino anti COVID di Moderna non è genotossico.

E, addirittura, “questo medico” direbbe il falso a partire dalle premesse.

Ma hanno letto i documenti pubblicati da EMA e AIFA?

Ci sono anche in italiano, eh?

I documenti Moderna e Pfizer

Siccome io sono una persona semplice e – senza l’autorevolezza dei Fact Checkers che campano di questo – non posso intervistare incliti luminari, mi limito a leggere i documenti pubblici.

Moderna

Il documento “Caratteristiche del prodotto” per il vaccino Spikevax-Moderna pubblicato dall’Agenzia del Farmaco è, in atto, aggiornato al 29/12/2021.

A pagina 11 si legge:

cancerogenicità e genotossicità dei vaccini moderna

Quindi

  1. Moderna ha effettuato studi sulla genotossicità del vaccino, ma solo in vitro (test di laboratorio con la molecola in provetta insieme a colture cellulari) e in vivo (su animali. In prevalenza ratti);
  2. I risultati “suggeriscono” che la potenziale genotossicità per gli esseri umani è bassa (ma c’è);
  3. Nonostante la potenziale genotossicità, non sono stati effettuati studi di cancerogenicità.

Occorre anche sottolineare che l’evidenza della potenziale genotossicità in vitro e in vivo avrebbe dovuto preludere ad attenti studi clinici sull’uomo.

Ciò in quanto se i risultati preclinici “suggeriscono” un basso potenziale genotossico del vaccino, questo non significa che gli studi clinici debbano dare il medesimo risultato.

Il potenziale genotossico potrebbe essere anche nullo. Ma potrebbe anche costituire un rischio elevatissimo.

Però, se gli studi sui topi “suggeriscono” un potenziale genotossico (qualsiasi esso sia il “grado”), è comunque è assurdo che non si approfondiscano gli effetti sull’uomo e che non vengano effettuati studi sul potenziale cancerogeno.

Se volessi utilizzare i metodi di “Open”, quindi, dovrei etichettare il loro fact check come “fuorviante”.

Gli studi ci sono. Non sull’uomo, ma ci sono e hanno dimostrato la tesi del Prof. Frajese.

Pfizer

Per il Comirnaty di Pfizer la questione è ancora più strana.

Il documento “Caratteristiche del prodotto” al momento disponibile è aggiornato al 27 gennaio 2022.

A pagina 15 troviamo

cancerogenicità e genotossicità dei vaccini pfizerPfizer non ha eseguito e non intende eseguire studi sulla cancerogenicità, né sulla genotossicità perché si ritiene che i componenti del vaccino non presentino tali potenziali.

Ma, di preciso, a chi è riferito il “si ritiene”?

Agli amiconi della macchinetta del caffè?

Lo ha deliberato l’assemblea dei cugini?

Da un lato c’è Moderna, i cui studi in vitro e in vivo “suggeriscono” una bassa genotossicità del vaccino. Così ammettendo, però, che esiste.

Non esegue studi sull’uomo e non esegue studi sulla cancerogenicità.

Dall’altro lato c’è Pfizer che non esegue alcuno studio perché “si ritiene” che non ci sia potenziale genotossico né cancerogeno.

Ma il “si ritiene” di Pfizer è smentito dal “suggeriscono” di Moderna.

E l’uso di termini cautelativi come “suggeriscono” e “si ritiene” testimonia che in entrambi i casi regna la carenza degli studi e l’incertezza circa gli effetti genotossici dei vaccini.

Ciò impone che – a fronte di un rischio praticamente pari a zero – ai bambini e agli adolescenti non venga somministrato il vaccino.

Pin It

Potrebbe interessare anche