Questi vaccini sono sperimentali


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Eccellente ordinanza del CGA Sicilia (onore ai legali), ma inaccettabile la negazione della sperimentazione in atto. I vaccini sono sperimentali.

i vaccini sono sperimentali - immagine decorativa

Ci provo ancora una volta: questi vaccini sono sperimentali. Accettare la narrazione secondo cui la sperimentazione sarebbe finita significa sgravare di responsabilità i criminali che li impongono obbligatoriamente (più o meno surrettiziamente).

L’ordinanza del Consiglio di Giustizia Amministrativa siciliano (di cui ho scritto: Costituzionalità dell’obbligo vaccinale: la Giustizia Amministrativa si muove) riaccende la speranza.

La speranza che nella magistratura ci sia ben altro, oltre al Presidente del Consiglio di Stato, Franco Frattini.

Non c’è dubbio che grande merito e onore va tributato ai legali, gli avvocati Vincenzo Sparti e Roberto De Petro.

È necessario sottolineare, però, che l’ordinanza contiene un errore di presupposto. Si trova a pagina 8.

estratto dall'Ordinanza del CGA. Errata nei presupposti perché i vaccini sono sperimentali

Ebbene no!

È la stessa EMA a spiegarlo: la procedura di autorizzazione condizionata non richiede l’esecuzione delle 4 fasi della sperimentazione.

E sicuramente non in questo caso, come ben spiegato dalla stessa EMA.

Andiamo con ordine.

Le fasi della sperimentazione dei farmaci per uso umano.

Le troviamo sul sito dell’AIFA e si articolano in sperimentazione preclinica e clinica.

Schematicamente:

  • Sperimentazione preclinica
    • In vitro. (Si sottopone a test di laboratorio la molecola in provetta insieme a colture cellulari)
    • In vivo (si eseguono test su animali)
  • Sperimentazione clinica
    • Fase 1 (su un numero limitato di soggetti umani sani volontari per verificare eventuali effetti tossici)
    • Fase 2 (Il gruppo di test si amplia e vengono arruolati volontari affetti dalla patologia che si intende curare. A parte del gruppo viene somministrata sostanza “placebo” perché il fine della fase 2 è la prima verifica dell’efficacia del farmaco)
    • Nella Fase 3 i pazienti arruolati sono centinaia di migliaia. Si verifica l’efficacia del farmaco ed eventuali effetti collaterali. Può durare da pochi mesi ad anni
    • Fase 4 È la fase post autorizzazione alla commercializzazione

È fondamentale sottolineare che le prime tre fasi della sperimentazione clinica devono avvenire sotto controllo diretto.

Si tratta di fasi per cui è indispensabile la cosidetta “farmaco-vigilanza attiva”.

Si sottopongono i pazienti a test periodici per verificare l’efficacia e la sicurezza del farmaco nonché l’insorgenza di eventuali eventi avversi di ogni tipo.

La fase 4, invece, è sottoposta alla cosidetta “farmaco-vigilanza passiva”. Sono i pazienti e/o gli operatori sanitari a comunicare l’insorgenza di eventuali effetti avversi.

Questo è un concetto fondamentale: la somministrazione di massa sottoposta a farmaco-vigilanza passiva non può sostituire alcuna delle prime tre fasi.

Si ritiene, infatti, che che gli eventi avversi così segnalati non superino il 10% dei casi effettivi.

L’autorizzazione condizionata dell’ EMA

L’EMA ci spiega (pagina 25) che l’autorizzazione condizionata dovrebbe essere limitata a situazioni in cui solo la parte clinica della sperimentazione non sia ancora completa.

Aggiungendo che, sia pur solo in casi di emergenza, possono essere accettati perfino dati ancora preclinici e/o di qualità incompleti in risposta a minacce alla salute pubblica.

La specifica per i vaccini COVID

Questo è quanto si è verificato nel caso dei vaccini contro il COVID.

Ed è scritto nero su bianco in altro documento EMA in cui si fa espresso riferimento all’autorizzazione dei vaccini contro il COVID (le immagini si ingrandiscono al click):

Nel primo periodo evidenziato il riferimento è a farmaci che “semplicemente” rispondono a esigenze mediche non soddisfatte.

In questo caso l’autorizzazione viene concessa in presenza di dati clinici (quindi sperimentazione clinica) non ancora completi.

Ma nel secondo periodo evidenziato si spiega che nel caso in cui si sia di fronte a una emergenza di salute pubblica (ad esempio una pandemia) possono essere accettati perfino dati farmaceutici e preclinici incompleti.

Quindi, ancora ben lontani dalla sperimentazione clinica.

Il rilascio dell’autorizzazione avviene sulla base dei precisi criteri (l’immagine si ingrandisce al click)

I vaccini sono sperimentali

Che rientrino nel primo caso o nel secondo i vaccini sono stati immessi nel mercato e somministrati in massa quando ancora la fase di sperimentazione non era completa.

Nel primo caso mancherebbero solo alcuni dati clinici, nel secondo caso sarebbero carenti addirittura di dati preclinici e/o farmaceutici.

Come determinare a quale livello di sperimentazione è stata concessa l’autorizzazione condizionata?

Già dai criteri enunciati prima, essendo in presenza di una pandemia per cui non esisteva cura si potrebbe desumere che mancassero addirittura dati preclinici e/o farmacologici.

Ma a chiarire definitivamente le idee interviene la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.

La determina di autorizzazione dell’italiana AIFA, infatti, contiene l’elenco degli obblighi con relative scadenze.

Questo elenco è riferito al Comirnaty di Pfizer (l’immagine si ingrandisce al click).

gli step della sperimentazione in Gazzetta Ufficiale. Questi vaccini sono sperimentali e la sperimentaizone termina nel dicembre 2023

È evidente come la richiesta fosse in carenza di dati farmacologici (tutti da completare entro il 2021), quindi la fase di sperimentazione clinica propriamente detta non era ancora neppure iniziata.

La parte clinica della sperimentazione, infatti, è costituita dallo “studio C4591001” presente nell’ultima riga della tabella. Data di consegna: dicembre 2023.

Ma quale è l’oggetto di questo “studio C4591001”?

Eccolo (qui in download)

Il protocollo della sperimentazione clinica di Fasi 1, 2 e 3 prova che questi vaccini sono sperimentali

 

È il protocollo per le Fasi 1, 2 e 3 della sperimentazione clinica ed è datato novembre 2020. Questo significa che, alla data dell’autorizzazione condizionata, la sperimentazione clinica non era neppure iniziata. 

Senza ombra di dubbio, quindi, i vaccini sono sperimentali.

A nulla vale sostenere che somministrandoli a miliardi di persone non si possa più parlare di sperimentazione.

Infatti la “Fase 4” in corso, effettuata in carenza delle Fasi 1, 2 e 3 non può considerarsi “sostitutiva” proprio per la differente forma di farmaco-sorveglianza.

La farmaco-sorveglianza attiva – indispensabile nelle Fasi 1, 2 e 3 – non può e non deve essere considerata sostituibile con quella di Fase 4.

La sperimentazione nella sperimentazione

È importante sottolineare un ultimo dettaglio.

Questi vaccini si basano sulla biotencologia mRNA.

Ma l’intera biotecnologia mRNA è ancora in fase di sperimentazione e non si conoscono gli effetti a medio-lungo termine.

In atto l’utilizzo è limitato solo a singoli casi estremi, mai su larga scala.

Si tratta di immunoterapie antitumorali, ad esempio.

E sono in atto altre sperimentazioni della tecnologia mRNA per trattare malattie genetiche e rare, come ci spiega “Nature“.

Che però rileva che

“Un altro potenziale ostacolo su cui lavorare è l’eventualità di una risposta immunitaria alle nanoparticelle lipidiche che avvolgono l’mRNA e lo portano dentro le cellule. In un vaccino, tale reazione è benvenuta e le nanoparticelle agiscono come adiuvanti. Ma, in un farmaco che ha bisogno di ripetute somministrazioni, potrebbe ridurre l’efficacia a lungo termine.”

L’articolo è del maggio 2021 e, al tempo, ancora qualcuno riteneva che questi farmaci fossero effettivamente “vaccini”, quindi immunizzanti.

Adesso, che il “vaccino” ha palesato di essere proprio un “farmaco che ha bisogno di ripetute somministrazioni” ha dimostrato che l’efficacia si riduce.

Altra dimostrazione (empirica, stavolta) che questi vaccini sono sperimentali. Ancora.

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8 commenti su “Questi vaccini sono sperimentali

  • Paolo

    Nessun vaccino anti covid è stato approvato da EMA prima del termine della sperimentazione clinica, tutto il suo ragionamento si basa sull’assunzione **sbagliata** che il termine utlimo di presentazione della documentazione, esplicitiato nei documenti ufficiali, coincida con il termine della sperimentazione.
    Le copio qui sotto una spiegazione che avevo scritto per un mio amico con gli stessi dubbi riguardo l’approvazione del vaccino JANSSEN (la scrissi ad agosto 2020). Il principio si applica anche agli altri vaccini approvati, la invito a controllare seguendo lo stesso metodo.
    (mi scuso per i riferimenti diretti al documento AIFA, che ho in pdf, ma non sono più riuscito a trovare un link valido)

    La tabella a pagina 7 dice: “il titolare dell’autorizzazione all’immissione in commercio deve presentare il report finale dello studio clinico per lo studio in cieco VAC31518COV3001 randomizzato, controllato con placebo.” entro il 31 dicembre 2023.

    Tutti gli studi clinici svolti nel mondo occidentale devono essere autorizzati da un’agenzia regolatoria (EMA, AIFA, FDA) e sono indicizzati. In particolare la J&J è americana e lo studio è stato svolto in USA quindi lo studio si trova su https://clinicaltrials.gov. Se fai una ricerca per id trovi https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT04505722.

    Adesso vediamo le date e confrontiamole con quelle delle autorizzazioni per il vaccino di EMA e AIFA.

    In alto nella sezione Study Design si vede che lo studio è partito il 7 Settembre 2020 ed era stimato terminare il 2 Gennaio 2023. Però c’è una terza data: Actual Primary Completion Date che riporta 22 Gennaio 2021, se clicchi sulla piccola icona i c’è la spiegazione dettagliata di cosa si intende per data di completamento primaria che può essere riassunta in la data alla quale l’ultimo partecipante allo studio è stato esaminato per raccogliere i dati finali necessari al calcolo della misura di esito primaria (tradotto male).

    Quindi no, il vaccino non è ancora sotto sperimentazione: lo studio clinico è terminato.

    Quello che è successo è che EMA, a causa della pandemia, non ha aspettato che il gruppo di ricerca pubblicasse i risultati dello studio su rivista scientifica ma, secondo la procedura definita rolling review, si è fatta consegnare i dati grezzi della sperimentazione mentre era ancora in corso e, valutandoli nel merito, ha deciso per l’approvazione CMA, a studio concluso e con tutti i dati, precisando che il produttore fosse obbligato comunque a:

    Fornire i report periodici per garantire qualità e validità del processo di produzione (qui si parla proprio del processo industriale di produzione delle dosi per avere la sicurezza che il prodotto che esce dagli stabilimenti chimici sia identico a quello usato nella sperimentazione).
    Presentare il report finale della sperimentazione – pubblicato su rivista scientifica con processo di approvazione mediante peer-review – entro il 31 dicembre 2023.

    Ora, questa è una data limite, infatti, se torni sulla pagina dello studio clinico e scorri in basso fino alla sezione More Information, trovi il link al report (quello con un milione di autori) e se lo apri, puoi vedere che è stato pubblicato il 21 Aprile 2021 quindi non così lontano dalla fine dello studio clinico ma comunque in ritardo per essere inserito nell’approvazione EMA (dell’11 Marzo) e a ridosso dell’approvazione AIFA (del 27 Aprile) che probabilmente non avrebbe fatto in tempo a revisionarlo, anche se lo avesse ricevuto.

    Adesso ti dovrebbe essere rimasto solo il dubbio del perché, se lo studio doveva terminare a Gennaio 2023, è finito a Gennaio 2021, ben 2 anni prima! Avranno tirato via?

    La risposta breve è no. Se non ti fidi, continua a leggere.

    Compendio

    Innanzitutto quella è una stima. Probabilmente fatta tenendo conto degli studi simili fatti in precedenza e con molta probabilità anche con un po’ di margine aggiunto “per stare tranquilli”, non me ne stupirei troppo.

    Il nodo principale sta in quella dicitura che ho citato sopra: “misura di esito primaria”, in inglese primary outcome measure.

    Uno studio clinico, prima di partire, deve sempre definire almeno 1 primary outcome measure ovvero un dato misurabile e una soglia, che determini l’efficacia del farmaco o del trattamento: quando lo studio raggiunge la soglia richiesta per tutte le misure, lo studio viene terminato. Oppure ad esempio possono insorgere effetti indesiderati gravi non rilevati in fase 1 o fase 2 ed essere sospeso prima di raggiungere le soglie.

    Tutti le outcome measure (primarie e secondarie) definite per lo studio sul vaccino J&J sono elencate sempre sulla stessa pagina (non ci sono i valori delle soglie, per quelli devi andare a leggere l’articolo). In particolare si andava a contare il numero di partecipanti allo studio che avessero contratto la Covid-19 dopo 14 giorni e dopo 29 giorni dalla somministrazione del farmaco in doppio cieco.

    Perché? Come si valuta l’efficacia di un vaccino?

    Semplificando si somministra il vaccino in doppio cieco a un sacco di persone, poi si comincia a contare quanti si ammalano. Ricorda che in doppio cieco non si sa chi ha ricevuto il vaccino e chi no, quindi devi calcolare il numero di persone minime che si devono ammalare perché tu possa confrontare la popolazione dei vaccinati ammalati con la popolazione dei non vaccinati ammalati ed avere un valore di efficacia con un indice di confidenza (CI) accettabile (per i vaccini Covid l’efficiacia richiesta dalle agenzie regolatorie era del 60%).

    Ad esempio, senza entrare nei calcoli di statistica, se si ammalano 100 persone e sono tutte nel gruppo dei non vaccinati hai un’efficacia del 100% e con un buon CI, ma se ti risultasse un’efficacia del 60% il CI sarebbe molto basso: in breve per avere CI più alti con lo stesso rapporto devi alzare la soglia di ammalati però se hai già effettuato la disclosure, ovvero hai guardato chi aveva preso il vaccino e chi il placebo, non puoi più continuare lo studio. (ho un po’ semplificato perché il calcolo di efficacia è un po’ più complesso).

    Questo è il motivo per cui il termine dello studio clinico di fase 3 di un vaccino è determinato dal numero di persone che si ammalano, ed è anche il motivo per cui generalmente gli studi clinici di fase 3 dei vaccini durano molto tempo: si deve aspettare che una fetta consistente dei partecipanti si ammali contagiandosi per via naturale (pare che iniettargli il virus non sia più considerato etico purtroppo).

    Ma nel caso del Covid-19 lo studio ha raggiunto le soglie prestabilite (e stabilite con la stessa cura di ogni altro studio per i farmaci) molto prima del previsto perché sono state arroulate molte più persone del solito, grazie anche ai maggiori fondi disponibili, e anche perché è la prima volta nella storia che uno studio del genere viene fatto durante una pandemia ovvero quanto praticamente tutta la popolazione era suscettibile all’infezione ed il virus è molto contagioso.

    • Stefano Alì L'autore dell'articolo

      Parto dalla fine:
      Il doppio cieco non c’è piu dal 17 dicembre 2020 quando, senza neppure attendere il placed FDA, Pfizer e Moderna hanno aperto il cieco verso placebo, inoculando il farmaco a chi ne facesse richiesta.
      A richiesta del BMJ, Moderna ha chiarito che il 98% del placebo s’è fatta inoculare il farmaco, mantre Pfizer e Janssen non hanno risposto.

      Per quanto riguarda il resto, nel ringraziare per tutta l’esposizione, faccio notare che:
      Fra i documenti pubblicati da EMA a corredo dell’autorizzazione non esiste alcuno studio di Fase 1, 2 e 3. Anzi sono proprio previsti “aggiornamenti” a scadenze precise. Entro luglio 2021 Pfizer avrebbe dovuto soddisfare alcune condizioni relative ad aspetti farmacologici (quindi ben lontani dalla sperimentazione fase 1, 2 e 3). Il documento pubblicato da EMA testimonia che 4 condizioni su 5 non sono state neppure soddisfatte: https://www.ema.europa.eu/en/documents/variation-report/comirnaty-h-c-5735-r-0046-epar-assessment-report-renewal_en.pdf
      Le date intermedie (per Pfizer e Moderna è stata 01/04/2021) sono servite per ottenere l’autorizzazione FDA (FDA non ha autorizzazione condizionata, ma “di emergenza”, al contrario di EMA).
      Resta, quindi, il fatto che la sperimentazione farmacologica su uomo (non certo la “post autorizzazione” di Fase 4) è ancora in itinere.
      Peraltro, basta guardare le caratteristiche del prodotto pubblicate da EMA e AIFA (ultimo aggiornamento dicembre, mi pare).
      La stragrande maggioranza degli studi indicati in quei documenti, fa ancora riferimento agli studi sui ratti.
      Quindi insisto: sono in fase sperimentale

      EDIT: Dimenticavo. Se quanto sopra non la convince, c’è la stessa Pfizer che lo spiega. Quello studio C4591001 è lo studio di efficacia e sicurezza. Vedere per credere: http://ilcappellopensatore.it/wp-content/uploads/2022/01/chiarimenti-pfizer-a-quesiti-Stefanelli-fil.pdf

      • Paolo

        (1)
        Se cerca le date di conclusione dei trial vedrà che l’apertura del cieco è comunque avvenuta dopo. Dimostrazione è anche il fatto che il documento di approvazione di EMA è del 23/12/2020 (EMA ha approvato circa un mesetto dopo FDA).
        Qui: https://www.ema.europa.eu/en/medicines/human/EPAR/comirnaty#assessment-history-section (sottosezione Initial marketing-authorisation documents)

        (2)
        Gli obblighi di legge per ottenere l’autorizzazione dei vaccini in Europa e USA sono le più stringenti al mondo e nessuna è stata aggirata o violata. L’argomento è molto complesso e non si può discutere di date intermedie, aggiornamenti, aspetti farmacologici, etc.. su di un blog come se fosse una discussione che avesse senso.
        Queste procedure si sono evolute nel tempo in rigore e complessità proprio per evitare spiacevoli eventi che si sono già verificati e (purtroppo) si verificheranno di nuovo in futuro. Sono procedure perfettibili, ma non certo da un profano su un blog.
        Devo dire che la sua visione sull’argomento sembra offuscata da teorie complottiste.
        Prima di esprimere altre opinioni sull’argomento provi a leggere il libro “La malattia da 10 centesimi” di Agnese Collino. Parla della Polio e della storia di come siamo arrivati al vaccino (in realtà 2). Il vaccino della polio è un po’ il primo vaccino “scientifico” e quel libro spiega molto bene come la corsa per sconfiggere la Polio abbia plasmato le nostre attuali procedure di validazione e produzione dei farmaci. Solo un’infarinatura, comunque.

        (3)
        Quella dicitura riguarda i cosiddetti “effetti a llungo termine”, qualora riesca ad immaginare ad un protocollo sperimentale in grado di misurare gli effetti a lungo termine prima che il “lungo termine” sia effettivamente passato (e che non coinvolga una macchina del tempo), la prego di metterne subito a conoscienza EMA e FDA.
        Per quanto riguarda i fantomatici effetti a lungo termine non possiamo che affidarci al fatto che non sono noti vacccini che abbiano avuto effetti a lungo termine, che le sostanze iniettate dal vaccino sopravvivono solo pochi giorni all’interno del corpo umano (e non si conoscono sostanze in grado di indurre effetti a lungo termiine senza un meccanismo di accumulo) e sul fatto che tutti gli esperti concordano col dire che effetti a lungo termine da vaccini anti-covid sono alquanto improabili sulla base di considerazioni di plausibilità biologica come queste e altre.

        • Stefano Alì L'autore dell'articolo

          1) Per quanto riguarda le aperture dei ciechi, le suggerisco una lettura: https://www.bmj.com/content/371/bmj.m4956
          2) Copio: “The fase 2/3 study will follow the included subjects up two years post vaccination, so these data are expected post-authorization”
          Non so lei, ma io ci leggo che lo studio di fase 2/3 sarà completato dopo l’autorizzazione

          Pochi paragrafi dopo, c’è nuovamente il riferimento allo studio, identificandolo con il C4591001.

          Io mi limito a leggere.
          Lei sostiene che io legga con la mente offuscata da teorie complottiste, a me pare che, di contro, lei legga con la netta propensione verso il negazionismo

          • Paolo

            1) riguarda il follow-up. È giusto e fisiologico che la discussione ci sia ma è un argomento complesso ed è meglio lasciare che discussioni come queste avvengano all’interno del luogo preposto, che è la letteratura scientifica.
            Mi permetta di rinnovare l’invito a leggere il libro che le ho consigliato. Magari con una fugace occhiata a tutto ciò che non conosce sull’argomento le permetterà di “scollettare” il picco dell’effetto Dunning-Kruger che la affligge.

            2) il fatto che ancora insista di questo dimostra proprio quello che dico al punto 1. (Oppure che non conosce l’inglese).
            Una cosa è lo studio clinico (che come spiego nel primo commento termina al raggiungimento degli end point), altra cosa è il follow-up che ha obiettivi e parametri distinti. Quel documento è per adetti ai lavori, perché pensa di poterlo criticare? Quanti trial clinici ha progettato lei? Perché come endpoint sono stati scelti proprio quelli? Perché con quegli intervalli di confidenza? Cos’è un intervallo di confidenza? Perché fare un follow-up? L’arroganza con cui pretende di affrontare un argomento così vasto e complesso sul suo blog come se fosse una testata di informazione, senza averne nemmeno le basi è veramente disarmante (e glielo sto dicendo senza intento diffamatorio).

            Approfitto per correggere il preambolo del mio primo post dove mi sono accorto di aver scritto che il testo sul vaccino janssen l’avevo scritto ad agosto 2020. Chiaramente intendevo agosto 2021, spero di capisca che non c’è dolo nel refuso.

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Apprezzo il neanche tanto velato tentativo di portarla in caciara con “sottili” insinuazioni.
            Il punto che lei continua ad aggirare è:
            Gli studi di fase 1,2,3 costituiscono o no la fase della sperimentazione sull’uomo?
            Lo sono
            Di norma, sono o non sono propedeutici al rilascio dell’autorizzazione?
            Lo sono
            Lo studio di fase 1,2,3,è o non è incompleto?
            Lo è
            Questa situazione è o non è compatibile con l’autorizzazione condizionata EMA in caso di eventi eccezionali (es. Pandemie)
            Lo è
            Esistono o non esistono esiti finali della sperimentazione di fase 1,2,3?
            Non esistono.
            Possono esserci 2 studi di fase 1,2,3 per lo stesso farmaco?
            Può il suo “follow up” ricomprendere nuovamente la fase 1?
            Lo studio C4591001 riguarda le fasi 1,2,3 e non esistono i suoi esiti finali.
            La 4^ fase (di norma post autorizzazione) si sta svolgendo in contemporanea al completamento delle fasi 1,2 e 3.
            Infine, se lei ha i dati finali di efficacia e sicurezza, li comunichi a Pfizer che, come non avrà mancato di notare,fino a settembre 2021 non li aveva.

            P.S.: Se intende replicare, le suggerisco di evitare toni mellifluamente offensivi.
            Grazie

          • Paolo

            Continua a ripetere sempre le stesse cose, già refutate.
            Probabilmente io non sono in grado di spiegarle. Guardi, su internet ci sono un sacco di divulgatori sull’argomento, molto più esperti e certamente più bravi di me nell’esposizione. Se si approccia a loro senza l’arroganza di chi ha la verità in tasca, sono sicuro che avranno la pazienza di fugare i suoi dubbi. Parlo di Dario Bressanini, Roberta Villa, Beatrice Mautino, Aureliano Stingi.

            Buona vita.

            PS: non mi fa rispondere all’ultimo messaggio: forse abbiamo raggiunto il limite di innestamento. Ma l’ho letto e le assicuro che le risposte sono già nel mio primo commento, a capirlo (ma sicuramente il limite è nell’esposizione).

          • Stefano Alì L'autore dell'articolo

            Io sono una mente semplice cge va per schemi, quindi si. Mi ripeto
            Autorizzazione condizionata in presenza di pandemia è concessa anche in caso di carenza di dati farmacologici e/o preclinici
            Le condizioni riguardano dati farmacologici (entro luglio 2021) e l’intero studio clinico (entro dicembre 2023)
            I dati farmacologici sono stati consegnati e dichiarati insufficienti per 4 condizioni su cinque
            Lo studio clinico non è stato consegnato.
            A riprova del fatto che ancora non è neppure concluso, Pfizer dichiara che i dati relativi a efficacia e sicurezza non ci sono ancora.
            Se poi, invece, lei ha i dati degli esiti della sperimentazione di fase 1, 2 e 3 o sa dove siano, li posti o posti un link.
            Altrimenti, semplicemente i dati non ci sono ancora
            Come, peraltro dimostrato dagli atti.
            Il resto è arrampicarsi sugli specchi.
            Vede?
            In fondo non è complicato.
            Non occorrono 4Phd e 8 master
            Basta saper leggere
            Buina vita a lei

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