Dati COVID: Sì, ma i numeri non tornano


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Io non sono uno statistico e neppure un analista, ma i dati COVID mi lasciano perplesso. Qualcuno mi aiuta a capire?

Confusione sui dati COVID - immagine decorativa

C’è qualcosa che non capisco nei dati covid. Parrebbe che i vaccinati decedano senza passare dalle terapie intensive.

Ieri, sulla base di una nota ANSA, avevo fatto questa riflessione:

E mi ero accorto che, stranamente, le cifre dei decessi nel bollettino dell’Istituto Superiore per la Sanità non tornano.

Parrebbe che, limitatamente ai vaccinati, il numero dei decessi sia superiore al numero dei ricoverati in terapia intensiva.

 

Il numero dei decessi fra i non vaccinati è logicamente inferiore al numero dei ricoverati in terapia intensiva.

Infatti abbiamo 1.170 decessi contro 1202 ricoverati in intensiva.

Però la logica “salta” per i vaccinati. Per cui abbiamo

  Intensiva Deceduti
Vaccino incompleto 31 89
2 dosi > 120 giorni 72 107
2 dosi < 120 giorni 496 1.298
2 dosi + booster 46 84

Sembra quasi che i vaccinati passino dall’ospedalizzazione all’obitorio senza alcuna sosta in terapia intensiva.

Ma possibile? Dove sbaglio?

Bassetti: un lampo nel buio

Proprio mentre ragionavo su questi dati senza venirne a capo, c’è stato l’intervento del Prof. Bassetti 

Nei nostri reparti siamo ben oltre il 35% di ricoverati che con il Covid-19 non c’entrano nulla. Non hanno della malattia nessun sintomo, ma solo la positività al tampone per l’ingresso in ospedale. Anzi, dirò di più: questo avviene anche nella registrazione dei decessi: se il paziente entra in ospedale per tutt’altro, ma è positivo e muore, viene automaticamente registrato sul modulo come decesso Covid. Sono numeri assolutamente falsati

Perciò, in sostanza, abbiamo una assoluta falsificazione della realtà.

E comunque, questo non spiega perché i deceduti siano in numero maggiore rispetto ai ricoverati in terapia intensiva.

In questo audio, ancora Bassetti, dice testualmente:

«Non è possibile che noi oggi contiamo nei nostri ospedali il non vaccinato che arriva con la polmonite alla pari del tampone positivo asintomatico che entra con un braccio rotto»

Perché specifica “il non vaccinato”?

Non avrebbe forse dovuto dire “il paziente che arriva con la polmonite da SARS-CoV-2 (o da COVID)”?

C’è differenza fra il “non vaccinato che entra con la polmonite” e il “vaccinato che entra con la polmonite”?

Il “caso” degli Ospedali Riuniti di Foggia

L’azienda Ospedali Riuniti di Foggia pubblica regolarmente i “Report sulla situazione die pazienti COVID-19”.

Qui l’ultimo bollettino

E qui in screenshot (Tutte le immagini si ingrandiscono al click. Notare la parte di testo evidenziata sotto):

Ovviamente, rispetto a questa dicitura, alcuni utenti hanno posto domande, ma nessuna risposta

 

Eppure gli utenti hanno ragione.

Quindi sono risalito fino al 5 Novembre e ho verificato che in tutti i bollettini i vaccinati (ora solo quelli con doppia dose) vengono esclusi dai conteggi per “comorbilità”.

Pare che da mesi TUTTI i vaccinati ricoverati in terapia intensiva siano soggetti con comorbilità mentre TUTTI i non vaccinati siano sani come pesci a parte il COVID.

Certo, io non ho idea della probabilità statistica che ciò possa accadere, ma a occhio e croce mi pare assai scarsa.

E se …

E se nei reparti di terapia intensiva COVID ci fossero soggetti che, con comorbilità e solo se vaccinati, uscissero dalle statistiche?

Significherebbe che abbiamo le terapie intensive piene di non vaccinati solo perché i vaccinati non vengono conteggiati?

Perché la mia sensazione (da non addetto ai lavori) è che solo così si spiega l’eccesso di mortalità dei vaccinati rispetto ai ricoveri in terapia intensiva.

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